domenica, novembre 29, 2009

Day 260, Zampillando tensione

Oggi ho provato una tensione lancinante. Di un magnitudo comparabile ai giorni pre-esame da venti crediti, che son poi quelli massicci, nei quali ti giochi un terzo di anno universitario.
Tutto questo perché lunedì ho la verifica di Francese!

Cioè, magari letto così, nero su bianco non rende a dovere.
Riproviamo.
Lunedì c'è... LA VERIFICA DI FRANCESE!!

"Che tensione." (cit.)

E so giusto spiaccicare due parole in croce. Quelle sufficienti per ordinare l'abbeveraggio vario al bancone, in pratica.

Mi pareva giusto quindi mettermi a studiare qualcosa. Gli ultimi due giorni son l'ideale, mi son detto (sempre per essere coerenti con lo studio universitario sopracitato).
Però così, con solo le fotocopie che ci danno al corso e le poche pagine gli appunti non mi pareva efficace. E sono uscito di buon'ora diretto verso una qualche libreria, da cui son tornato con un simpatico libricino, "L'arte della coniugazione". Ora fa bella mostra di sé sulla scrivania, in un posto dove è sempre in bella vista, in modo che mi ricordi sempre che devo anche aprirlo, leggerlo e magari studiarlo.

Prima o poi, si intende, perché per ora non ho mica avuto il coraggio di aprirlo.

In compenso però ho caricato delle foto inedite.



E, attenzione attenzione, si registra in esse per la prima volta la presenza di vita umana!

Che stia davvero imparando qualcosa (?).

mercoledì, novembre 25, 2009

Day 252, Orseé

Sabato pomeriggio sono stato al Museo d'Orsay. Finalmente torno a dire, visto che mi ritrovo ad approfittare sempre troppo poco dell'offerta culturale di questa città. E degli sconti per i minori di 26 anni tra l'altro.

Ma diversamente dalle altre volte, mentre vagavo tra le sale del primo piano, tra paesaggi, maschere della morte, autoritratti, ho forse capito perchè coltivo subconsciamente questo odio-amore nei confronti dei musei.

Perché mi fa venire il mal di schiena.
Paradossalmente più che a fare dello sport. Molto di più.

Non so, sarà la classica postura, quella finta-cultural-meditativa a braccia conserte, giubotto sugli avambracci e mano tirata su a grattarsi il mento, che tutti abbiamo adottato almeno una volta.

O la generale lentezza dei movimenti, la pacatezza dei gesti anche più comuni che (quasi) tutti adottano in modo quasi automatico in un museo.

Quanto sarebbe bello invece girare pei musei in biciletta?

domenica, novembre 22, 2009

Day 250, Intolleranza crescente

Verso chi guarda per terra mentre cammina.
Perchè non sa cosa si perde quando guarda per terra. Gli edifici strambi che non nota. Le nuvole rapide in cielo che non scruta. Gli sguardi che non incrocia.
E soprattutto i corridori che non scansa.
Perché la prossima volta al posto di spiattellarmi contro il muro o gettarmi per la strada, la travolgerò senza un briciolo di rimorso.

sabato, novembre 14, 2009

Day 245, Thanks Aruna

Tagliatelle dell'Osteria, fatte a mano poco prima della cottura, con macchina a manovella Imperia.
Nebbiolo 2007, proveniente cantina sociale di Neive, 14 gradi.
Caffè di moka, con annessa schiumetta zuccherina.
Grappa al vino, anzi tre grappe al vino, di cui due offerte.

Già così è stata una cena memorabile. Ci fosse anche stato un panettone Albertengo sarebbe stata da record.

martedì, novembre 10, 2009

Day 240, Ripetizioni pomeridiane e serali

Vorrei capire perchè quando ascolto una canzone che mi piace molto, sin dal primo ascolto, proprio non riesco a contenermi.
Lì, abbandonata, sola alla mia mercè, finisce per essere ascoltata di continuo. E spesso me ne accorgo, ma inutile cercarvi rimedio.



E tra l'altro anch'io da piccolo provavo a fare i backflip (i giri della morte per capirci) contro i muri, gli alberi e tutto ciò che mi si parava di fronte.
E ho piegato almeno 2 forcelle per questo. E rotte altrettante.

lunedì, novembre 09, 2009

Day 235, Watch out

Non ho parole. Cambiano le città forse, ma le insidie sono sempre le stesse.
Da oggi, a lei e a tutte le vittime cicliste, un pensiero, prima di metterci in sella.
:(

martedì, novembre 03, 2009

Day 234, L'importanza di un buon vicinato

Martedì mattina, 6.40 circa, ora locale.

Manco a dirlo stavo dormendo della grossa, forse pigramente rigirandomi nel letto per cercare di non dissipare troppo del caldo accumulato sotto al piumone.

“BAM! BAM! BAM!”
si sente battere sulla porta blindata all'ingresso.

Tempo di reazione 0.2s e sono in piedi con gli occhi sgranati. Mi tuffo nei pantaloncini e in una maglietta e mentre esco nel corridoio.

“RIIING! RIIIING!” sbraita il campanello, seguito da un farfugliare incomprensibile.

Trovo il mio coinquilino tedesco anche lui in piedi, anche lui un po' stordito, che mi chiede cosa diavolo stia succedendo.

Vado verso la porta e mi accingo ad aprire, quando lui mi dice: “No no, aspetta che prendo qualcosa! Potrebbe essere un ladro!” e si sposta in cucina. Se ne torna brandendo la padella per i fritti a due mani a mo' di battirore di baseball.

“BAM! BAM!” e altri farfugli concitati.

Respiro profondo e poi apro la porta, aspettandomi il peggio possibile.

Mi si para davanti un monsieur che avevo intravisto un paio di volte per le scale, un vecchietto sull'ottantina avanzata, con l'aria più sconvolta di noi che sbraita e gesticola, con gli occhi fuori dalle orbite.

Gli faccio un cenno di assenso con la testa, mentre tolgo la catenella dal battente e faccio segno allo spadaccino dietro di me di metter via la padella.

Archè entra e continua la sua opera di “sbraitamento” impulsivo.

“Perché è più di un anno che va avanti questa storia! Tutte le mattine a quest'ora mi svegliate! Questa musica è insopportabile! E il rumore della macchina! Cosa state registrando qui? Questo rumore tutte le mattine! E la macchina?!...”

Io e il coinquilino ci guardiamo esterrefatti.

Cerchiamo di farlo ragionare, “Signore, guardi che qui non c'è musica, stavamo dormendo. E non c'è neanche una macchina...”

Ma la situazione non migliora e mi accorgo che forse è dovuto al fatto che sto ancora parlando inglese.
Riformulo nella mia stentata versione della lingua gallica, ma con scarsi risultati.

“Me ne frego! Sempre questo rumore da più di un anno! Ho più di ottant'anni io! Dal sesto piano sento sempre questi rumori!”

Mmm sesto piano, e noi siamo al quarto.

“Ma al quinto ha provato a chiedere?”
“Si certo, ma non c'è nessuno!”

Allora si, mi pare un ottimo motivo per venire a tirar giù noi dal letto alle sei e mezza.
Decido di affidarmi alla sempreverde tattica dello scarica barile.

“Dovrebbe provare a tornare al quinto piano però, o provare al settimo. Qui non ci sono rumori, sente?”

“Si, lo sento bene." asserisce con vigore.
"Non sono mica un idiota! Ah ma adesso continuo il giro! Non finirà qua!”

E mentre gira i tacchi e esce dall'appartamento lo vedo scagliarsi sull'altra porta del pianerottolo, sbraitando e bussando alla sua maniera.

“BAM! BAM! BAM...”


Martedì mattina, 7.10 circa, ora locale.

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Ora, io non so se dovrei provare compassione per questo anziano signore o incazzarmi a bestia.

Ma una cosa certa è certa: se stanotte sto tipo mi omaggerà di nuovo di una sveglia del genere, la padella la prenderò io e ci vorrà più di un gesto per farmela mettere via...

lunedì, novembre 02, 2009

Day 233, Fortissimamente volli

No ma dico provate voi, a visitare questo sito, Cyclope, e poi, giusto il giorno dopo dell'addebito dello stipendio sul conto, ad andate a fare un giro nel suddetto negozio, con l'innocente scusa di accompagnare un amico.
E provate a resistere alla tentazione fortissima di comprarne una. Una a caso.

Provate, dicevo.
Provate voi se ne siete capaci.

domenica, novembre 01, 2009