Non male. Dopo la piccola pausa che mi son preso per lasciare spazio a voi, il numero di commenti è cresciuto a DISMISURA rispetto al solito!
Non male.
E ricomincio da qui. Una cosa che si sarà notata in questo post, è l'assenza del contatore dei giorni nel titolo. Ho deciso di toglierlo per tre diversi motivi.
Il primo è che mi sono sbagliato, da qualche parte, nel conto. E adesso dovrei già essere oltre la fatidica soglia di 365, mentre mi pare di ricordare diversamente.
La seconda è che non ha più molto senso in se questo numero. Se infatti quando iniziai pensavo: "Tra un anno esatto sarò di nuovo a casa", ora un po' di cose son cambiate e non sarà più così.
La terza è ultima ragione è che potrei, sì, continuare a contare i miei giorni qui, ma sinceramente non che abbia tutta 'sta voglia di continuare a sommare giorni su giorni fino ad arrivare come minimo a 1360. Mi manca la voglia e ad essere onesti mi spaventa anche un po'.
Via il contatore e si continua come nulla fosse.
Questa mattina ero motivato per andare in piscina. Dopo alcuni giorni di assenza, vuoi per un motivo, vuoi per l'altro, ho messo la sveglia alle 6.45 e quando è suonata son saltato giù dal letto. Mi son cambiato veloce, ho preparato lo zaino con tutto l'occorrente, ho preso le chiavi di casa e avevo già un piede fuori dall'appartamento quando mi son reso conto di aver dimenticato l'abbonamento in ufficio. C@%%#!
Non è la prima volta che mi capita, ovviamente, però di solito me ne accorgo un po' prima di mettere la sveglia così di buon'ora.
Così, per non rendere vana la levataccia, ho rimediato una corsetta attorno al parco.
E mentre avanzavo ho visto una città risvegliarsi assieme a me, nell'aria frizzante di questo inizio primavera.
Gli occhi, le grandi finestre dei palazzi affacciati sugli avenue, si aprivano stropicciandosi.
E i portoni sbadigliavano pigramente lasciando uscire le automobili, spinte anch'esse da motori un po' assonnati.
C'erano persino gli addetti alla pulizia che lavavano i denti alla città, a suon di getti pressurizzati e spazzolate.
giovedì, marzo 25, 2010
lunedì, marzo 15, 2010
Day 364, E comunque
E comunque se tu visitatore, che passi ogni tanto di qua la domenica, ad esempio attorno alle 4 del pomeriggio di un anonimo metà marzo.
O tu, che sei capitato in questo bianco spazio, anche per sbaglio poco importa, una sera dopo le 18.
Se tu, piemontese, pugliese, romano o francese, volessi lasciare una traccia del tuo navigare, qui lo spazio virtuale non scarseggia. E per di più mica ci devo pagare le tasse su, tipo un tot a carattere.
Sì, lo metto per iscritto perché magari tu, visitatore, potresti pensare di essere fuori luogo, o che sia inopportuno pigiare una manciata di tasti al di sotto di una pagina per esprimere ciò che pensi, proprio adesso.
O che a me, e a tutti quelli che seguiranno, non importi niente di leggere una tua opinione.
Ma non è così. Non è così in realtà, e queste righe lo stanno a dimostrare.
Una frase, una riga. Due parole.
Una parola sola e un simbolo di punteggiatura.
Al limite anche una "X".
Sapremo farcela bastare.
O tu, che sei capitato in questo bianco spazio, anche per sbaglio poco importa, una sera dopo le 18.
Se tu, piemontese, pugliese, romano o francese, volessi lasciare una traccia del tuo navigare, qui lo spazio virtuale non scarseggia. E per di più mica ci devo pagare le tasse su, tipo un tot a carattere.
Sì, lo metto per iscritto perché magari tu, visitatore, potresti pensare di essere fuori luogo, o che sia inopportuno pigiare una manciata di tasti al di sotto di una pagina per esprimere ciò che pensi, proprio adesso.
O che a me, e a tutti quelli che seguiranno, non importi niente di leggere una tua opinione.
Ma non è così. Non è così in realtà, e queste righe lo stanno a dimostrare.
Una frase, una riga. Due parole.
Una parola sola e un simbolo di punteggiatura.
Al limite anche una "X".
Sapremo farcela bastare.
martedì, marzo 09, 2010
Day 360, Kids
La cosa più bella di questo inizio settimana è che sono finite le vacanze scolastiche e la mattina, quando faccio colazione, verso le 8 circa, dalla finestra della cucina arriva di nuovo il vociare dei bambini della scuola vicino a casa a trasmettermi un po' di buonumore.
MGMT - Kids
Day 359, VIVA L’ODIO! ABBASSO L’AMORE!
Ho letto in questi giorni delle vicende che son successe in Italia. Delle future elezioni, delle liste, il panino, il faldone, il decreto, i giudici, la sentenza.
Son rimasto un po' interdetto sulle prime, non riuscivo a mettere bene a fuoco l'articolo che avevo dinnanzi. Inconsciamente in realtà avevo letto bene, solo non riuscivo crederlo possibile.
E come fosse la prima volta, mi stupisco di come quella gente, quella gente che dovrebbe reggere le nostre sorti, guidare, governare per l'appunto, sia capace di spostare ogni giorno un po' più in là, un po' più lontano ancora, la frontiera del ridicolo.
E io che mi pensavo - Un’invettiva per tutte le stagioni
Son rimasto un po' interdetto sulle prime, non riuscivo a mettere bene a fuoco l'articolo che avevo dinnanzi. Inconsciamente in realtà avevo letto bene, solo non riuscivo crederlo possibile.
E come fosse la prima volta, mi stupisco di come quella gente, quella gente che dovrebbe reggere le nostre sorti, guidare, governare per l'appunto, sia capace di spostare ogni giorno un po' più in là, un po' più lontano ancora, la frontiera del ridicolo.
E io che mi pensavo - Un’invettiva per tutte le stagioni
martedì, marzo 02, 2010
Day 352, Un bel respiro profondo prima di entrare
Sono stato in piscina sabato, per la prima volta da quando son qui. E non nascondo che ero un po' preoccupato mentre pedalavo verso l'impianto, a causa dei commenti che lessi su qualche sito Internet a proposito delle persone che solitamente si trovano al banco informazioni e alla cassa. Non su quella lì in particolare verso cui ero diretto, ma un po' su tutte le piscine comunali disseminate per la città. In molti di essi infatti ci si lamentava di una spiccata indisponibilità e antipatia del personale che si trova in piscina. E provenivano tutti da clienti diversi e in tempi distanti, diciamo da qui ad un paio di anni fa.
Il che mi ha stupito, visto che io non ho notato nulla di singolare in quei pochi minuti in cui ho parlato con la signora dietro allo sportello, per fare il biglietto e chiedere l'orario di nuoto libero.
Forse quei clienti, francesi anch'essi, solamente non si rendono conto che loro stessi si comportano allo stesso modo quando si trovano dall'altra parte del vetro. Mentre un forestiero ci fa presto il callo.
Il che mi ha stupito, visto che io non ho notato nulla di singolare in quei pochi minuti in cui ho parlato con la signora dietro allo sportello, per fare il biglietto e chiedere l'orario di nuoto libero.
Forse quei clienti, francesi anch'essi, solamente non si rendono conto che loro stessi si comportano allo stesso modo quando si trovano dall'altra parte del vetro. Mentre un forestiero ci fa presto il callo.
lunedì, marzo 01, 2010
Day 349, Sorridi!
Avessi saputo prima che sarebbe bastato tagliarsi i capelli per sentire un po' di serenità in più, l'avrei fatto molto tempo fa.
Tomoyasu Hotei - Battle Without Honor Or Humanity
Tomoyasu Hotei - Battle Without Honor Or Humanity
giovedì, febbraio 25, 2010
Day 347, Correre. poi Cadere. e Rialzarsi
Giorni di full-immersion in quello che è il sistema sanitario francese per me in questi giorni.
Siccome il dolore al ginocchio sinistro si ripresentava ad ogni sacrosanto allenamento, all'inizio della scorsa settimana decisi di andar dal medico dello sport per prenotare un esame più approfondito.
Mi fece una breve e sommaria visita al termine della quale mi fissò una risonanza magnetica, che si sarebbe svolta nel giovedì successivo.
Dopo soli due giorni mi trovavo quindi in quella stanza, a tu-per-tu col macchinario dalla grande bocca bianca, pronta a divorarmi.
Venti minuti di briiippp, sdriieeeeng, twuiiiiuuiiii dopo già comparivano delle immagini bianche su sfondo blu su uno schermo panoramico nella sala "macchine" del centro di radiologia del 7° arrondissement.
Un'altra decina di minuti e mi vedevo consegnare il plico, con le stampe, un foglio di commenti e pure il cd con su tutte le immagini della mia cara articolazione.
Appena arrivato a casa, già provavo a decifrare il testo scritto dal medico, con non poche difficoltà. Da quanto riuscii a capire però, non parevano esserci lesioni, né a livello di menischi, né di legamenti. "Conflitto a livello del tensore della fascia lata e del condilo femorale esterno" fu il responso del traduttore su quella che era la frase fulcro della diagnosi.
Alcuni giorni dopo, feci quindi ritorno dal medico dello sport con la preziosa cartellina nello zaino e un garbuglio di domande nella testa. Lui, dopo i saluti e convenevoli, prese le stampe e si mise ad esaminarle, senza neanche degnare di uno sguardo i commenti dell'ortopedico.
(E' una cosa che avevo già notato un'altra volta. Non so perché, ma i medici in genere si rifiutano di leggere le osservazioni dei colleghi. Deve essere una sorta di orgoglio professionale. Oppure la diagnosi per loro è talmente facile una volta viste le immagini della RM che tutto il resto è inutile. Boh!)
Tuttavia, dopo alcuni secondi di silenzio mi disse quello che ahimè temevo sin dall'inizio. "Stop agli allenamenti per una decina di giorni, almeno. Solo dopo potrà riprendere gradualmente, con del nuoto ed eventualmente delle sedute di chinesiologia come coadiuvante. L'unica terapia che le consiglio è dunque il riposo."
Preciso però che un po' mi ero già preparato. Del resto è normale intimare il riposo e non forzare l'articolazione inutilmente. Ma d'altro canto speravo anche di contare su qualche altra terapia per accelerare un po' il recupero, tipo delle sedute di laser o di ultrasuoni.
E invece niente.
A questo punto, mancando meno di un mese e mezzo alla maratona, mi sa proprio che ci dovrò rinunciare. Non mi viene facile dirlo, dopo quasi sette mesi di allenamento, tra caldo, pioggia e neve in più di un'occasione. Son convinto però che sia meglio non rischiare, lasciare che il dolore passi e solo dopo recuperare per gradi.
Del resto non sarà questa l'ultima maratona che organizzano a Parigi, né Parigi stessa è l'unica città in cui si svolge.
Senza contare che oltre al fine, oltre alla maratona voglio dire, ciò che mi ha segnato positivamente è stato il mezzo, l'allenamento in sé. Per una moltitudine di motivi. Per il tenersi in forma, certo, ma anche per lo scoprire strade nuove e soprattutto per il tempo passato da solo, quando sai che hai una distanza, un obiettivo da raggiungere, e puoi contare solo sulle tue forze. E l'unica cosa che senti è il tuo respiro. A volte più affannato, altre più regolare.
E' per questo forse che non mi spiace troppo il fatto di perdere l'appuntamento dell'11 aprile. Perché in realtà quello che più mi sta a cuore è di rimettermi in forma, e tornare ad correre.
Un'altra meta la si troverà sempre.
Siccome il dolore al ginocchio sinistro si ripresentava ad ogni sacrosanto allenamento, all'inizio della scorsa settimana decisi di andar dal medico dello sport per prenotare un esame più approfondito.
Mi fece una breve e sommaria visita al termine della quale mi fissò una risonanza magnetica, che si sarebbe svolta nel giovedì successivo.
Dopo soli due giorni mi trovavo quindi in quella stanza, a tu-per-tu col macchinario dalla grande bocca bianca, pronta a divorarmi.
Venti minuti di briiippp, sdriieeeeng, twuiiiiuuiiii dopo già comparivano delle immagini bianche su sfondo blu su uno schermo panoramico nella sala "macchine" del centro di radiologia del 7° arrondissement.
Un'altra decina di minuti e mi vedevo consegnare il plico, con le stampe, un foglio di commenti e pure il cd con su tutte le immagini della mia cara articolazione.
Appena arrivato a casa, già provavo a decifrare il testo scritto dal medico, con non poche difficoltà. Da quanto riuscii a capire però, non parevano esserci lesioni, né a livello di menischi, né di legamenti. "Conflitto a livello del tensore della fascia lata e del condilo femorale esterno" fu il responso del traduttore su quella che era la frase fulcro della diagnosi.
Alcuni giorni dopo, feci quindi ritorno dal medico dello sport con la preziosa cartellina nello zaino e un garbuglio di domande nella testa. Lui, dopo i saluti e convenevoli, prese le stampe e si mise ad esaminarle, senza neanche degnare di uno sguardo i commenti dell'ortopedico.
(E' una cosa che avevo già notato un'altra volta. Non so perché, ma i medici in genere si rifiutano di leggere le osservazioni dei colleghi. Deve essere una sorta di orgoglio professionale. Oppure la diagnosi per loro è talmente facile una volta viste le immagini della RM che tutto il resto è inutile. Boh!)
Tuttavia, dopo alcuni secondi di silenzio mi disse quello che ahimè temevo sin dall'inizio. "Stop agli allenamenti per una decina di giorni, almeno. Solo dopo potrà riprendere gradualmente, con del nuoto ed eventualmente delle sedute di chinesiologia come coadiuvante. L'unica terapia che le consiglio è dunque il riposo."
Preciso però che un po' mi ero già preparato. Del resto è normale intimare il riposo e non forzare l'articolazione inutilmente. Ma d'altro canto speravo anche di contare su qualche altra terapia per accelerare un po' il recupero, tipo delle sedute di laser o di ultrasuoni.
E invece niente.
A questo punto, mancando meno di un mese e mezzo alla maratona, mi sa proprio che ci dovrò rinunciare. Non mi viene facile dirlo, dopo quasi sette mesi di allenamento, tra caldo, pioggia e neve in più di un'occasione. Son convinto però che sia meglio non rischiare, lasciare che il dolore passi e solo dopo recuperare per gradi.
Del resto non sarà questa l'ultima maratona che organizzano a Parigi, né Parigi stessa è l'unica città in cui si svolge.
Senza contare che oltre al fine, oltre alla maratona voglio dire, ciò che mi ha segnato positivamente è stato il mezzo, l'allenamento in sé. Per una moltitudine di motivi. Per il tenersi in forma, certo, ma anche per lo scoprire strade nuove e soprattutto per il tempo passato da solo, quando sai che hai una distanza, un obiettivo da raggiungere, e puoi contare solo sulle tue forze. E l'unica cosa che senti è il tuo respiro. A volte più affannato, altre più regolare.
E' per questo forse che non mi spiace troppo il fatto di perdere l'appuntamento dell'11 aprile. Perché in realtà quello che più mi sta a cuore è di rimettermi in forma, e tornare ad correre.
Un'altra meta la si troverà sempre.
mercoledì, febbraio 24, 2010
Day 345-bis, Sbagliando...
Attratto come una gazza dal luccichio dell'offerta speciale, ho commesso il più grande errore che potevo commettere in un supermercato. Ho comprato della pasta... FRANCESE!
Wolf!
Wolf!
martedì, febbraio 23, 2010
domenica, febbraio 21, 2010
Day 343, A destra, poi sempre dritto
Ieri sera mi è capitato di passare per una via, sulla strada per la metro. Ma non era una via qualunque, bensì una che percorsi già decine e decine di volte. Decine di volte, ma sempre di corsa, mai camminando tranquillamente verso la metro. Tanto meno nell'ora prima di cena.
Una sensazione stana mi ha invaso, è difficile da spiegare, ma era come se ci stessi passando per la prima volta. Vedevo insegne nuove, altri locali, persino una piazzetta sulla sinistra con un piccolo parco-giochi e qualche panchina verniciata da poco.
E poi mi sono stupito di essere sul marciapiede, a schivare passanti e turisti, invece che per la strada a schivar i motorini e biciclette contromano.
Una sensazione stana mi ha invaso, è difficile da spiegare, ma era come se ci stessi passando per la prima volta. Vedevo insegne nuove, altri locali, persino una piazzetta sulla sinistra con un piccolo parco-giochi e qualche panchina verniciata da poco.
E poi mi sono stupito di essere sul marciapiede, a schivare passanti e turisti, invece che per la strada a schivar i motorini e biciclette contromano.
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