Complici lo stress scrittura della tesi, la carenza di vacanze e l'innalzamento della temperatura ambientale, stanno iniziando a mostrarsi i primi segni di cedimento della mia materia grigia.
Due giorni fa ho preso il raptus di fare una cheese-cake. Dopo una breve capatina nell'acqua clorata della piscina sotto casa (dove ci si batteva a dieci persone per corsia, ndr), mi son precipitato nel supermercato, a 10 minuti dalla chiusura. A passo svelto verso il banco dei latticini, ho arraffato 4 confezioni di Philadelphia, per un totale di 600gr. Una volta tornato a casa -- dopo aver preparato la base della torta coi biscotti sbriciolati e metà dell'impasto con tre uova, zucchero e vanillina-- ho scoperto di aver comprato mezzo chilo di Philadephia all'aglio e erbe fini.
Ieri sera non riuscivo ad addormentarmi, complice la prima, fastidiosissima zanzara della stagione che ronzava a 5 mm dal mio orecchio. Nella penombra della camera, mi son alzato e cosparso abbondantemente di spray anti-zanzare. Nonostante ciò, la belva non mi ha dato pace per tutta la notte, con le sue picchiate radenti ogni 2/3 ore. A metà nottata mi son rispruzzato copiosamente di repellente, pensando che "chissà, è vecchio di un anno, forse il principio attivo non funziona più molto bene". Questa mattina l'amara scoperta, era dell'Ambre Solaire, protezione 10.
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venerdì, agosto 17, 2012
martedì, dicembre 08, 2009
Day 269, Long term thinking
Mi piace quando pianifico per bene qualcosa. Quel senso di certezza che deriva dall'essermi preso il tempo dovuto per sviscerare i pro e i contro di una scelta, è una cosa che mi fa stare in pace.
Come questa cosa della corsa mi piace, mi piace seguire questo allenamento, perché per me è come una ricetta: se seguo tutti i punti, miscelo bene gli ingredienti, dall'inizio alla fine, so che raggiungerò il risultato finale (che ha la forma di un enorme panettone candito e farcito col mascarpone, per ora).
E anche se succede a volte che non ho voglia, o incrocio pensieri sulla falsariga di "chi me l'ha fatto fare?", o c'è qualche cos'altro più allettante da fare, non mi va di rimandare troppo l'allenamento. E' come se mancassi il sale nell'acqua che bolle per la pasta, gisuto per fare un paragone con la mia sublime arte culinaria.
Certo però che stasera alla cena al ristorante dentro il Louvre, organizzata in concomitanza con una conferenza europea all'Università (e quindi offerta), con annessa visita guidata di sale inedite, ci potevo anche andare.
E invece no, si va a provare questa nuova distanza, una mezza maratona di ventuno chilometri, sotto questa simpatica pioggerellina nebulizzata.
Senza neanche sapere il tempo finale, tra l'altro. Maledetto orologio da quattro soldi, la prossima volta che sgarri ti tiro sotto un pullman.
Thornley - So far so good
Come questa cosa della corsa mi piace, mi piace seguire questo allenamento, perché per me è come una ricetta: se seguo tutti i punti, miscelo bene gli ingredienti, dall'inizio alla fine, so che raggiungerò il risultato finale (che ha la forma di un enorme panettone candito e farcito col mascarpone, per ora).
E anche se succede a volte che non ho voglia, o incrocio pensieri sulla falsariga di "chi me l'ha fatto fare?", o c'è qualche cos'altro più allettante da fare, non mi va di rimandare troppo l'allenamento. E' come se mancassi il sale nell'acqua che bolle per la pasta, gisuto per fare un paragone con la mia sublime arte culinaria.
Certo però che stasera alla cena al ristorante dentro il Louvre, organizzata in concomitanza con una conferenza europea all'Università (e quindi offerta), con annessa visita guidata di sale inedite, ci potevo anche andare.
E invece no, si va a provare questa nuova distanza, una mezza maratona di ventuno chilometri, sotto questa simpatica pioggerellina nebulizzata.
Senza neanche sapere il tempo finale, tra l'altro. Maledetto orologio da quattro soldi, la prossima volta che sgarri ti tiro sotto un pullman.
Thornley - So far so good
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